Il termine Zafferano indica la polvere ottenuta dagli stigmi essiccati del fiore Crocus sativus , una pianta della famiglia delle Iridacee coltivata in Asia minore e in molti paesi del bacino del Mediterraneo per le sue qualità medicinali, aromatiche e coloranti.
Iran , Spagna, Kashmir, Marocco e Grecia sono i maggiori produttori. In Italia le colture più estese si trovano nelle Marche, in Abruzzo e in Sardegna; altre zone di coltivazione si trovano in Umbria e in Toscana.
La reintroduzione in Italia, dopo secoli dalla cessata produzione, è attribuita a padre Santucci, un domenicano membro del tribunale dell’inquisizione che tra il 1216 e il 1230 riportò dalla Spagna queste piantine coltivandole in Abruzzo, vicino a L’Aquila.
Zafferano deriva dalla parola araba ‘Zaafaran’, a sua volta derivata da ‘asfaril colore giallo. Il colore che si ottiene per uso tintorio e culinario.



Raccoglitori di Zafferano, affresco rinvenuto negli scavi dell’età del bronzo a Akrotiri, isola di Santorini, Grecia. Risalente al 1600 a. C. circa.

Nello stesso affresco è possibile osservare che le offerte del Croco venivano donate a una dea (Chiamata per questo dea Zafferano o dea Thera dall’antico nome dell’isola Santorini).

Nell’immagine sottostante: affresco e ricostruzione digitale.

Si dice che Cleopatra utilizzasse lo zafferano per i suoi bagni caldi, per rendere la pelle dorata.

Alessandro Magno lo utilizzava per lavare i capelli e mantenerli di color arancione dorato e per curarsi le ferite.


Gli antichi romani
lo utilizzavano per speziare il vino e per cucinare le pregiate carni di pavone.

Veniva utilizzato per tingere gli abiti dei re Assiri, dei re d’Irlanda, le calzature dei re di Babilonia e le bende che avvolgevano le mummie egiziane.

Nell’Antica Persia era utilizzato come offerta agli dei.

MITOLOGIA

La mitologia attribuisce la nascita dello zafferano all’amore di un bellissimo giovane di nome Crocus. Egli si innamorò di una dolce ninfea di nome Smilace, la favorita del dio Ermes.
II dio, per vendicarsi, trasformò il giovane in un bulbo (il Crocus sativus appunto) viola per la sua arroganza ma rosso e dorato all’interno per la sua passione.
Smilace, alla morte del suo amato, si suicidò e gli dei tramutarono anch’essa in un pianta: la Smilax aspera (chiamata in Italia Salsapariglia) dalle caratteristiche forme a cuore.

SIMBOLOGIA
Lo zafferano è la spezia più cara del mondo. Per produrne un kg è necessario raccogliere circa 150.000 fiori.

Per questa sua preziosità è simbolo di ricchezza, benessere e di felicità. Ermes lo utilizzava per aumentare il desiderio sessuale e persino Omero lo ha utilizzato per descrivere il talamo di Giove e Giunone.
Viene citato anche nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici (4,14) nel bellissimo passaggio in cui l’amata dice:
“ I tuoi germogli sono un paradiso di melagrane con i frutti più squisiti, alberi di cipro e di nardo, nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo, con ogni specie di alberi d’incenso, mirra e aloe e tutti gli aromi migliori…”

LO ZAFFERANO E LA SALUTE

Lo zafferano è ricchissimo di antiossidanti, preziosi contro l’invecchiamento cellulare. Ha mille volte più carotenoidi della carota. 

La dose utilizzata per un piatto di pasta (ogni gr è considerata la dose di 20 persone) elimina una quantità di radicali doppia rispetto a quelli eliminati dalla vitamina C e sei volte di più di quelli eliminati dalla vitamina E.
In tempi antichi lo zafferano era considerato una vera panacea ed era impiegato nelle più svariate situazioni: mestruazioni dolorose, lombalgia, dispepsia, spasmi bronchiali, asma, tosse, depressione ed eccitazione nervosa. Era molto considerato anche come afrodisiaco maschile mentre nelle donne, per la sua spiccata capacità di attivare la motilità uterina, veniva frequentemente utilizzato ad alte dosi come abortivo. Proprio per queste sue proprietà oggi se ne sconsiglia l’uso in gravidanza.

ZAFFERANO E TERZO CHAKRA

Il terzo chakra, manipura, è il chakra del fuoco e si trova all’altezza del plesso solare. Si occupa del corretto funzionamento di tutti gli organi che fanno parte del sistema digerente come ad esempio fegato, stomaco e pancreas. Se questo chakra è in disarmonia si possono manifestare disturbi molto fastidiosi all’apparato digestivo come diabete, ulcere, obesità, anoressia e bulimia, quelle che sono definite le malattie dell’anima. Anche fatica cronica, allergia e ipoglicemia.
A livello mentale invece può causare eccessiva vergogna, alti livelli di ansia e turbamento fino alla depressione. Scarsa autostima di sé, vittimismo, bisogno di avere ragione, mente poco aperta.
Al terzo chakra è associato il colore giallo. Esso incarna le energie della vita, dell’autostima e delle ambizioni. Un cibo di colore giallo, come lo zafferano, va a nutrire energeticamente questa importante parte, aiutando il riequilibrio.
E poi si sa, il giallo mette allegria e scalda il cuore. È il colore della gioia.

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