Oggi parleremo di oli vegetali e vi mostrerò i sei che
utilizzo di più. Vedremo la differenza tra un olio, un oleolito e un olio essenziale visto che c’è un po’ confusione di termini ai giorni nostri e vedremo anche qualche utile ricettina.

Cominciamo!

L’idea di questo post è nata da uno spunto di riflessione
dato da mio figlio Andrea che ha rifiutato di mettere un olio essenziale su un brufolo per non rimanere unto.

Gli ho spiegato che un olio essenziale non unge, e quindi mi ha
domandato: perché allora si chiama olio?

Ha ragione. Perché si chiamano OLI ?

CHE COS’È UN OLIO?

Olio deriva da Oleum in latino, a sua volta derivato da élaion
in greco. Termine quest’ultimo presente nel linguaggio sacro, basti pensare che la parola ‘Messia’, che ha radici comuni, corrisponde a ‘unto’.

Maria Maddalena e l'olio sacro

Il Re degli oli è certamente l’olio d’oliva. Nel bellissimo
articolo su coltura e cultura si spiega molto bene come l’olio sia la trasformazione del frutto dell’olivo, non qualcosa di diverso. È sempre lo stesso insieme di elementi che cambia forma e consistenza, una volta spremuto, ma che mantiene la stessa vitalità.
È come se l’olio fosse la parte sacra, già presente e portata in luce, del frutto.

Oggi però viene utilizzato il termine olio anche per quello che olio
non è. Andiamo a vedere alcune differenze di base che è opportuno conoscere.

OLIO, propriamente detto, è il prodotto della spremitura del frutto o del seme di una pianta. È l’unico che avrebbe il diritto di avere questo appellativo ‘sacro’.

OLEOLITA (o macerato oleoso) è una preparazione che utilizza l’olio come solvente per estrarre da componenti vegetali i principi attivi liposolubili (che si dissolvono nei grassi) mediante macerazione.

Per esempio: se si sminuzza del rosmarino e si lascia in macerazione in olio d’oliva per diversi giorni, una volta filtrato, genererà un oleolito di rosmarino, non un olio. Stessa cosa il peperoncino, per fare un altro esempio, darà seguito a l’oleolito di peperoncino.,

OLIO ESSENZIALE

anche questo distillato ha assunto la parola OLIO per convenzione, semplicemente per la sua caratteristica di essere liposolubile ossia, ricordiamo, che si scioglie nel grasso. Mettendolo nell’acqua, infatti, si ottiene visivamente un effetto ‘oleoso’ perché le goccioline rimangono in sospensione, ma olio decisamente non è.

Questo non vuol dire che non dobbiamo più chiamarlo olio, ma che dobbiamo essere consapevoli di come utilizziamo il termine.

E perché si chiama essenziale? Si dice di solito che si chiama così perché contiene l’essenza aromatica della pianta (quella che viene percepita dai nostri sensi come profumo). Molti autori associano anche la parola al fatto che svolge funzioni fondamentali (essenziali appunto) all’interno della pianta.

Ma ricordiamo che l’etimologia di essenza proviene dal latino ESSERE.

E qui non mi posso esimere dall’andare a cercare un significato più profondo.

Ho un debole per l’alchimia, da non confondere con la chimica;
Alchimia è cercare la natura profonda della cose, altrimenti detta la natura reale.

Gli alchimisti, fin dai tempi antichi, avevano sviluppato il concetto
che i quattro elementi – fuoco, terra, aria e acqua – contenessero e fossero contenuti in un quinto elemento: la quinta essentia, etere universale (chiamato anche coscienza, amore).

La distillazione è il processo con il quale si separano le sostanze
non volatili dalle volatili, il grossolano dal sottile e quindi anche
l’essenziale dall’inessenziale. È il processo, appunto, che portato all’estrema perfezione rileva la quintessenza degli elementi. Il vero ESSERE.

Ecco qui che la parola essenziale acquisisce un’identità molto più
profonda. È come se il distillato essenziale delle piante fosse il suo vero essere, la sua parte più vicina al divino.

Io faccio largo uso di oli essenziali e sono una della basi di
prevenzione e cura di blandi fastidi che utilizzo nella mia famiglia (leggi anche: Una storia vera: la dermatite atopica e i rimedi naturali).

Utilizzo anche oleoliti e oli vegetali.

Un oleolita NON andrebbe utilizzato in combinazione con un olio
essenziale.
Il macerato comprende anche una parte vibrazionale dovuta alla solarizzazione, ossia l’esposizione al sole, che sarebbe meglio non mescolare
con la vibrazione dell’olio essenziale perché interferirebbero fra loro. In particolare, la potenza dell’olio essenziale spazzerebbe via la vibrazione dell’oleolita.

Un olio vegetale, invece, si presta benissimo alla combinazione,
infatti viene comunemente chiamato anche olio vettore degli oli essenziali.

Compresa la differenza tra i vari termini, andiamo a conoscere alcuni OLI VEGETALI, protagonisti di questo articolo, e qualche ricettina in combinazione con gli oli essenziali.

Parleremo di:

  • olio di mandorle dolci
  • olio di cocco grezzo e frazionato
  • olio di argan
  • olio di rosa mosqueta
  • olio di ricino
  • olio di neem

Mandorle dolci

OLIO DI MANDORLE DOLCI

È uno degli oli vegetali più comuni e famosi e si ottiene per spremitura del nocciolo.

Offre una barriera non penetrante, quindi rimane più a lungo nel punto di applicazione. È antirughe, purificante e lubrificante

Ottimo come balsamo per capelli o per la perdita di capelli. È
utilizzato anche per la rimozione della crosta lattea e della forfora. Per questi casi massaggiare la cute prima di procedere al lavaggio dei capelli. 

Molto utilizzato anche per trattamenti cosmetici e per massaggi.

OLIO DI COCCO (o burro di cocco o di Copra)

È ricavato dalla noce che, una volta tolti i filamenti, rotta e messa a essiccare, si ricopre di piccoli pezzi bianchi e untuosi. La ‘Copra’.

Ha un grande contenuto di acido ialuronico, in natura solo il latte
materno riesce a raggiungere quella proporzione
.

Infatti, ha proprietà nutritive e immunitarie simili al latte materno.
È antivirale e antibatterico.

È idratante e Idroretentore: trattiene quindi l’umidità, è protettivo, antiossidante, antiffiamatorio, antietà.

Adatto per bambini e pelli sensibili.

Allo stato grezzo si presenta solido, un burro appunto, è unto e di facile irrancidimento. Però è estremamente gradevole da utilizzare sulla pelle o sui capelli per il suo profumo molto ‘goloso’.

Purtroppo è comedogenico, ossia può a lungo andare ostruire i pori della pelle.

Apriamo una parentesi sul termine comedogenico

Il comedone è il punto nero. Per i facilmente impressionabili consiglio di saltare le righe in corsivo e passare direttamente alla classificazione successiva.

Comedone, infatti, deriva da ‘mangione’ termine dato nel medioevo ai vermi che infestavano la carne dei cadaveri per rifarsi alla fantasiosa immagine della forma vermiforme del punto nero una volta spremuto.

I comedoni derivano dall’ostruzione dei pori da parte di grassi, cheratina, peli, batteri etc.

Esiste una classificazione del livello comedogenico. Più è alto il
valore è più c’è possibilità di ostruzione dei pori, ne riporto qui alcuni esempi:

Livello comedogenico 1:

olio di argan

cera d’api

olio di neem

burro di karitè

livello 2:

olio d’oliva

livello 3

olio di cocco e burro di cocco

livello 4

olio di semi di lino

Se al burro di cocco o all’olio di cocco viene tolta una parte dei suoi componenti, attraverso specifiche procedure, si ottiene l’OLIO DI COCCO FRAZIONATO che mantiene le stesse proprietà con due effetti molto vantaggiosi: NON è comedogenico e non irrancidisce.

 L’olio di cocco frazionato è il MUST HAVE da tenere dentro casa.

IL MASSAGGIO SULLA PANCIA

Il massaggio alla pancia è una tecnica fenomenale per adulti e
bambini.

Effettuato in modo delicato – mai premere forte -, si svolge in senso orario intorno all’ombelico o disegnando una U rovesciata.

Aiuta il rilassamento, il sonno e anche la digestione. Si può praticare in qualsiasi ora del giorno, sia sugli altri e sia su noi stessi.

Quando c’è anche un accumulo di stress emotivo (l’intestino è la parte più interessata dalle nostre emozioni)  e/o di costipazione aggiungere anche un massaggio ai reni, verso l’esterno e verso il basso ‘a scaricare’.

Si può utilizzare questa semplicissima formula:

50 ml di olio di cocco e 25 gocce di lavanda

Argan

OLIO DI ARGAN

Si estrae dal gheriglio della noce di Argan, albero endemico del Marocco.

Ha assorbimento rapido, è protettivo, discioglie il sebo, previene e riduce le smagliature.

Allevia le infezioni e le eruzioni cutanee. Ottimo per pelli grasse ,
acne, cicatrici e per rinforzare unghie e capelli.

OLIO DI ROSA MOSQUETA

La rosa mosqueta ha il nome botanico di rosa rubiginosa L. tipica dell’America del Sud.

Nel frutto di questa rosa selvatica sono contenuti dei semi che
vengono estratti a freddo e che contengono ben il 36% di acido alfa linoleico.

L’olio di rosa mosqueta agisce in maniera fantastica su scottature e cicatrici, anche quelle derivate da interventi chirurgici.

Si usa in sostituzione della crema notte o da giorno per prevenire e trattare le rughe, le macchie di vecchiaia, la pelle disidratata. Va applicato con un leggero massaggio.

Frutti di Ricino

OLIO DI RICINO

Il Ricino è una pianta originaria dell’Africa, ma oggi coltivato
ovunque il clima lo permette. I frutti sono capsule spinose e all’interno contengono un seme lucente , ricco di acido ricinoleico.

I semi di Ricino sono stati trovati nelle tombe dell’Egitto di 4000 a.C.

Da solo è ottimo per rinforzare e rendere più ‘splendenti’ le ciglia.

Si usa in combinazione con oli essenziali per nutrire i capelli.

Albero di Neem

OLIO DI NEEM

Olio di Neem si ottiene dai semi di  un albero originario dell’India e della Birmania. Chiamato anche Lilla di Persia per il colore violetto dei suoi fiori, i testi sacri Indù lo chiamano
‘sarge roga nirvani’ ossia ‘colui che guarisce tutte le affezioni’.

Viene utilizzato come antisettico, infezioni cutanee, problemi
digestivi.

Adatto anche per pelle secca.

È un ottimo repellente che può essere spalmato sulle pelle contro gli insetti.

Queste sue capacità ne fanno anche un valido aiuto per la cura del pelo degli animali. Basta mescolare qualche goccia con lo shampoo naturale per eliminare parassiti e insetti. Adatto anche per mucche e cavalli e per la tosatura delle pecore.

Ottimo anche per le piante. È utilizzato in agricoltura biologica perché ha una bassissima tossicità su coccinelle e api.

Per le piante si compone una soluzione di olio di neem del 5-10% disciolto in acqua. Si agita e poi si spruzza dove necessario.

karitè

BURRO DI KARITÈ

Il Karitè è un albero ad alto fusto dell’Africa, che ricorda la
quercia nel suo aspetto. Il frutto carnoso è simile a una prugna e contiene il seme da cui si ricava l’olio. È l’albero sacro del Senegal ed è chiamato anche albero delle donne.

Ha assorbimento prolungato, con barriera oleosa-cerosa.

Lenitivo per lesioni cutanee: dermatiti, eczema, scottature… Protettivo contro gli elementi, le popolazione africane lo utilizzano infatti per proteggersi dal sole, dal vento e dalla salsedine.

È molto utile per sostituire il burro di cacao per le labbra che purtroppo ai giorni nostri è difficile trovare senza che contenga sostanze nocive (ricordate sempre di consultare l’INCI di un prodotto. La spiegazione di come leggerlo si può trovare nell’articolo: vorresti essere ecologica ma…).

Essendo solido, per mescolare degli ingredienti come gli oli essenziali va prima fatto sciogliere a bagnomaria, poi una volta aggiunti gli ingredienti va inserito in un contenitore di vetro ambrato o messo in freezer per farlo tornare solido in fretta e ‘catturare’ gli elementi volatili inseriti.

Può contenere lattice.

Questi sono i sei oli che utilizzo e conosco meglio, sono comunque
sempre pronta a nuove esplorazioni nel mondo vegetale.

Presto, infatti, proverò l’OLIO DI BAOBAB.

Il Baobab, solo il nome ci fa pensare alla sua maestosità e potenza. È chiamato anche albero della vita.

È specifico per dar sollievo ai dolori muscolari. Proverò e vi farò
sapere.

Frutto di Baobab

Diversi di questi prodotti li acquistiamo in gruppo a Terni ottenendo
un notevole risparmio (Vedere Gruppo di Acquisto Consapevole di Andra Lab).  Sono comunque acquistabili nei negozi specializzati di biologico e/o prodotti naturali.

C’è un olio vegetale che siete curiose di provare? Scrivetelo nei commenti oppure contattami all’indirizzo andralabterni@gmail.com , sarò lieta di rispondervi.