Oggi vi porto con me al Vivo Green:  il nuovo punto vendita di Terni che si presenta come ‘Il negozio del futuro’.

CHE COS’È

È un negozio di nuova concezione che ha sede a Terni in Vico S.
Procolo n. 5 (vicino al parcheggio centrale) e che ha aperto le sue
porte il 12 settembre 2020 . È un’idea che definirei coraggiosa: un negozio in cui si ha attenzione massima verso il cliente e verso l’ambiente, puntando tutto sulla sostenibilità (si produce un unico rifiuto: l’umido, più il vetro che può, ovviamente, essere riutilizzato) e sulla tecnologia.

L’IDEA E IL PROGETTO: LE SCUOLE IN PRIMA LINEA

L’idea è stata elaborata da Davide Milani, una personalità dall’evidente mente moderna e innovativa, Un professore dell’Istituto ITIS di Terni. Il suo progetto prevedeva di creare un supermercato nuovo, del futuro, sostenibile e supertecnologico e direi che ci è riuscito alla grande. Ha colto l’idea della Preside dell’Istituto che gli ha chiesto un progetto simulato e innovativo da portare avanti con gli studenti. Lui gli ha risposto che lo avrebbe fatto reale e così è stato.

Prima di raccontarvi la mia esperienza da cliente, vi
espongo quel che mi ha raccontato lo staff rispetto alla collaborazione con le scuole del territorio.

L’Istituto ITIS, in prima linea nell’esecuzione, si è
occupato del canale tecnologico. In collaborazione con NEXI. Questa parte mi ha sorpreso molto e che ve
la illustrerò più avanti nell’articolo.

L’Istituto CASAGRANDE ha collaborato e collaborerà nel far
presenziare i suoi studenti nella cucina di Vivo Green. Ho già avuto modo di degustare la delizia e la qualità delle preparazioni, che presto saranno disponibili anche da asporto o consumabili all’interno del locale.

A questo proposito è in arrivo un’idea straordinaria in collaborazione con:

L’Istituto ANGELONI. Si occuperà di curare la parte della
LINGUA. Sì perché presto sarà attivato un punto di interazione con locali esteri. In pratica, i ragazzi, o chi vorrà, potranno collegarsi con abitanti di altre città e dialogare con loro. Non è un’idea fantastica?

E infine, nominato ora ma non ultimo per importanza

L’Istituto ARTISTICO che ha curato la grafica delle
etichette dei barattoli e si occuperà del design delle divise (momentaneamente bloccate causa emergenza sanitaria).

Ma andiamo a vedere cosa si può trovare al VIVO Green

Km ZERO con
attenzione al biologico

Cosa si può comprare al VIVO Green?

Frutta e verdura proveniente da aziende locali (attualmente
Amelia). Sicuramente la qualità è ottima, provata in prima persona. Molto utile
anche il servizio ‘già tagliato’ ossia confezioni di verdure tagliate e affettate, come carote julienne e insalata. Niente a che vedere con la freschezza delle buste dei supermercati tradizionali. E neanche con il sapore. Provare per credere.

Unica indicazione: forse bisogna specificare meglio se i prodotti
sono biologici o, almeno, la garanzia del non utilizzo di pesticidi sintetici (sappiamo che ormai anche il marchio Bio è diventato business. Spesso è meglio la sicurezza dei piccoli produttori locali consapevoli). Per esempio quando ero lì una signora si è domandata se la buccia del limone fosse edibile.

Formaggi buonissimi e prodotti gastronomici della cucina
interna (ho assaggiato un ottimo ciambellone e una fantastica pasta di canapa)

Il banco gastronomia è un’eccellenza.

         Carne locale

         Uova biologiche del territorio (Che conosco
molto bene e garantisco per la superqualità)

        Un settore dedicato a prodotti derivati dalla
canapa (anche se al momento non è un bel periodo per questi prodotti, quindi… è il momento di sostenere il settore ancora di più).

         Cereali integrali, legumi e paste integrali. Detto
tra noi il mio reparto preferito dopo la frutta. All’ultima visita al Vivo Green ho acquistato Avena, fagioli azuki verdi e scaglie di cocco.

         Cibo per animali domestici

         saponi biodegradabili, anche sfusi, pannolini
lavabili e molto molto altro.

Arriviamo ora ai due punti di forza di VIVO Green: Sostenibilità e Tecnologia.

SOSTENIBILITA’

L’intero negozio produce un unico rifiuto: l’organico. Infatti tutti
i prodotti sono confezionati lì per lì da noi clienti in sacchetti di carta. Tutto quello già pronto che si vede in quella che in apparenza sembra plastica NON lo è ma è bio materiale compostabile anch’esso.

Il vetro è l’altro materiale utilizzato. In quel caso il
riciclo e il riutilizzo è responsabilità del consumatore che viene
incentivato con un piccolo premio. Ad ogni barattolino corrisponde un’etichetta che, una volta restituita, farà cumulare un piccolo budget spendibile successivamente.

Addirittura i guanti per maneggiare frutta e verdura sono di
cotone, ovviamente ogni persona li utilizzerà una sola volta per poi essere poi portati al lavaggio.

C’è inoltre possibilità di portare contenitori personali ma non ho ancora sperimentato questa opzione.

TECNOLOGIA

La prima volta che si accede a Vivo Green si effettua una
registrazione elettronica e sarà assegnata la propria tessera.

Questa tessera va portata sempre in mano e serve per
entrare, e avviare così il carrello elettronico che poi sarà riempito ad ogni reparto. La spesa viene caricata nel proprio carrello virtuale in due modalità o tramite bilancia
(per poter pesare occorre appoggiare la tessera sul piatto) oppure tramite la lettura automatica in cassa delle etichette poste sulle confezioni che non vanno pesate (per es. io ho acquistato una salsa e un dischetto in bamboo per
il viso).

In pratica. Inserisci tutto quello che devi comprare nel

carrello ‘tradizionale’
(quello reale che si spinge 😀 ), contemporaneamente ti si carica tutto anche sul carrello virtuale. Quando si arriva alla ‘cassa’ che in realtà non esiste: è composta da uno schermo a cui si passa accanto. Passata
questa postazione i soldi, precedentemente caricati sulla carta Vivo Green, vengono scalati ed esce lo scontrino.

Ok. Sembra macchinoso, ma in realtà è molto molto facile.
Basta approcciare un tipo di mentalità diversa. Questa è la parte che mi ha sorpreso di più.

C’è qualcosa che non comprerei al VivoGreen?

Qualcosina sì. L’Aceto Balsamico e lo Zucchero di canna. Il primo perché è venduta una qualità dove tra gli ingredienti figura per prima cosa l’aceto di vino, e io scelgo sempre quelli che per primo riportano il mosto d’uva.

E lo zucchero di canna, non l’ho provato, ma mi sembra sia
della tipologia ‘non veramente grezza’. L’ho detto per onestà di recensione, potrei sbagliarmi ed è solo un piccolissimo miglioramento da apportare in un mare di cose belle. 

E l’aspetto economico?

Qui troviamo una delle grandi obiezioni che si ha verso il
biologico: non tutti se lo possono permettere. Certamente non è facile far quadrare i conti familiari, soprattutto in un periodo come questo. Eppure è possibile ma è necessario un approccio di vita diverso, innovativo a 360°.

Impossibile pensare di prendere la direzione di uno stile di vita diverso se non si trasformano alcune modalità di gestione della propria esistenza (ne ho accennato qualcosa qua).

Bisogna smantellare le vecchie abitudini e farne entrare di
nuove dove meno e più di qualità vanno a braccetto. Dove giusto e  consapevole la fanno da padrone.

Vi racconterò in un altro post come faccio io, sperando che
possiate trovare spunti per far emergere un vostro metodo personale.


In conclusione.

L’idea e come è stata realizzata mi è piaciuta moltissimo. I
prodotti li ho trovati di qualità e lo spirito delle persone e del locale alto.

I ragazzi e le ragazze di VivoGreen mi hanno ‘confessato’
che avrebbero potuto aprire a Milano, certamente realtà più preparata alle innovazioni, ma hanno preferito l’apparente sfida più difficile di Terni. Sono molto grata per questa loro scelta e questa opportunità. Terni è una città dalla
bella energia e dal grande potenziale, dove è possibile far emergere realtà alternative.

Per far questo, però, è necessario che ciascuno di noi
abbandoni pregiudizi e paure e faccia uno sforzo per aprire la propria mente al nuovo.

Nella misura in cui è necessario farlo. E anche un po’ di
più.

Alberelli di legno e genesa di artigiani locali